EDITORIALE del 18 Aprile 2002
a cura di Mirella Izzo

(dis)onorevole De Simone... la peggiore tra le discriminazioni

GLBT (Gay, Lesbian, Bisexual, Transgender) è un acronimo che dovrebbe definire un movimento d'opinione unitario, il "movimento Gay, Lesbico, Bisessuale e Transgender...
La storia internazionale e nazionale di questo "movimento" ha però dimostrato più volte e continua a dimostrare (come vedremo tra poco), di essere quasi sempre, poco più di una pura espressione formale.
Una sigla che una buona parte del movimento gay e lesbico usa per apparire "politically correct" ma a cui non corrisponde un comportamento conseguente.
Ormai lo sanno quasi tutti: i "pride" che si svolgono in tutto il mondo nascono dalla celebrazione di un evento storico: la rivolta di "Stonewall" del 1969 in USA. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge sopra citata, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta.
In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender....
Quello che accadde però negli anni successivi fu un esproprio da parte di gay e lesbiche dell'evento. Il "Pride" divenne ben presto - nell'accezione comune - solo gay ed il movimento gay e lesbico americano finì con l'emarginare per anni il movimento transgender mettendo nel dimenticatorio "Silvia e compagne" (salvo celebrarla ora - ma poco poco - che è scomparsa).
Il movimento gay e lesbico italiano non è stato da meno. Alcuni esempi clamorosi che investono le due più grandi associazioni gay e lesbica, Arcigay e Arcilesbica:

  • i locali del circuito Arcigay sono stati vietati alle persone transgender fino a pochissimi anni fa (alcuni lo sono ancora adesso)
  • Arcilesbica ha vietato fino a pochissimi anni fa la possibilità di iscriversi alle transessuali lesbiche, anche quando esse avevano terminato il proprio percorso di transizione ed erano - per legge - donne a tutti gli effetti (recentemente Arcilesbica - anche per non incorrere in denunce per discriminazione - ammette l'iscrizione di tutte le "donne anagrafiche", ammettendo quindi l'adesione delle sole "ex transessuali".

Questi sono fatti storici non contestabili a cui si accompagnano tutta una serie di altri fattori che hanno caratterizzato l'atteggiamento gay e lesbico nei confronti delle persone "transgender". Alcuni altri esempi:

  • E' ancora oggi opinione diffusa tra i gay il considerare le persone transgender come "omosessuali che si fanno donne per rientrare nella logica del rapporto uomo/donna e per sfuggire alla propria omosessualità" (come se l'essere transgender fosse più semplice di accettarsi come gay!);
  • Non più di 4 anni fa ho assistito personalmente al "linciaggio morale" di un transessuale fm (da donna a uomo) in una conferenza partecipatissima organizzata da Arcilesbica a Milano da parte della quasi totalità delle iscritte all'Associazione, le quali contestavano al transessuale di essere "una traditrice" della causa...(ancora oggi in alcuni siti lesbici italiani si leggono articoli che si riferiscono ai transessuali ftm coniugandoli al femminile)

Dopo tutto quanto sopra esposto è difficile immaginare che le associazioni "maggiormente rappresentative del movimento gay e lesbico abbiano mai sentito una reale unità con quello transgender (non parliamo poi nei confronti dei e delle bisessuali....).
La permanenza negli anni della "T" di "Trans" nell'acronimo GLBT è stata sovente una pura espressione grammaticale...
Peraltro esistono bisogni e istanze che differenziano gay e lesbiche dai transessuali. Anche in termini di socializzazione (primo passo verso l'associazionismo) gay e lesbiche si sono differenziati dai trans...
Per gay e lesbiche il bisogno della ricerca di un o una partner ha rappresentato il primo "collante" del loro movimento. Il ritrovarsi e l'associarsi ha sempre avuto anche una valenza di ricerca di partner sessuali e/o affettivi.
Questo non è mai valso per le persone transgender, che, nella loro prevalente eterosessualità, non subivano questa spinta di ricerca affettiva e sessuale.
(Peraltro l'ampia minoranza di transessuali lesbiche e di transessuali gay sono stati quasi sempre respinti "al mittente" ogni volta che abbiano osato proporsi come tali nelle associazioni gay e lesbiche).
Ed è probabilmente questo bisogno di affettività reciproca il motivo principale che ha portato il movimento gay e lesbico ad essere più coeso rispetto all'individualismo spinto che caratterizza lo "stereotipo" transessuale.
Ciononostante un movimento transgender e transessuale si è sviluppato in tutto il mondo, Italia compresa, già a partire dagli inizi anni '70.
Un movimento che - tra lamentele varie - non ha mai davvero rivendicato "pari dignità" rispetto a Gay e Lesbiche all'interno del - piuttosto presunto - movimento GLBT, nè mai ha osato "staccarsene". Forse per la convenienza di stare al traino di un movimento più forte e diffuso, forse perché molte trans e molti trans hanno avuto un passato di militanza gay e/o lesbica, nel periodo precedente la propria transizione...
Eppure è davvero venuto il momento di rivendicarla questa "pari dignità", in tutti i modi possibili...
La stessa rivendicazione è la prova di quanto sia sentita come strategica l'opzione "GLBT" da parte di una buona parte del movimento trans e sicuramente di Crisalide AzioneTrans.
La nostra Associazione- basta leggerne tutti i documenti - ha infatti sempre ritenuto fondamentale un movimento REALMENTE GLBT per la crescita di tutti e tutti insieme, ma non ha quasi mai trovato altrettanta convinzione nella maggior parte delle Associazioni gay e lesbiche...
Gli esempi di diversa rilevanza dato dalla maggioranza gay e lesbica del movimento GLBT alle loro specifiche tematiche, rispetto a quelle trans, sono innumerevoli... Sarebbe noioso elencarle.. Ciononostante il movimento transessuale (Crisalide compresa) si è sempre limitato al massimo a lamentarsi di tale situazione ma non ha mai neppure immaginato uno "strappo".
A onor del vero, negli ultimi tempi, una parte del movimento gay (molto meno quello lesbico), ha dimostrato un sincero interesse per le tematiche riguardanti l'identità di genere (forse scoprendo che, almeno in parte e per una parte di loro, un po' li riguardava).
Ci riferiamo in particolar modo agli amici del Pink di Verona e ad alcune recenti prese di posizione di Sergio Lo Giudice, presidente di Arcigay (ad esempio l'adesione alla protesta trans al censimento 2001).
Non vorremmo dimenticare qualcuno (nel caso, ci venga segnalato e provvederemo ad aggiornare la notizia), ma di Associazioni GLBT in Italia ce ne sono solo due:

Il Mario Mieli di Roma (da sempre glbt)
L'Open Mind di Catania (anch'esso da sempre glbt)
Crisalide, un paio di anni fa, ha tentato di andare verso una sempre maggior coesione tra il movimento gay, lesbico e trans a Genova, immaginando il "Villaggio gay, lesbico, trans".. Esperienza felice ma di brevissima durata... La conflittualità all'interno del movimento gay e lesbico genovese è tale da rendere impossibile una integrazione (integrazione con chi, se non esistono soggetti politico/sociali stabili in città?)
Vogliamo ancora sperare e credere in una condivisa opinione sulla strategicità di costruire un movimento glbt davvero coeso (che non c'è), ma non possiamo non rilevare che contemporaneamente si stanno verificando fatti che ci fanno pensare e riflettere...
Oggi in Parlamento abbiamo due onorevoli, Franco Grillini (presidente onorario di Arcigay) e Titti De Simone (ex presidente nazionale Arcilesbica) eletti anche con i voti di noi transgender e transessuali.
E per rispetto al loro mandato, al loro elettorato di riferimento, quando presentano degli importanti progetti di legge (pdl), non potrebbero, non dovrebbero, dimenticarsi dell'identità di genere, delle condizioni transessuali e transgender.
Non dovrebbero ma è accaduto puntualmente.
In modo particolare, un pdl, di Titti De Simone presentato alla prima lettura della Camera dei Deputati nel Giugno 2001 e di prossima discussione, suscita la nostra rabbia. Si tratta del pdl n. 715 "Discriminazioni sul lavoro".
La relazione di presentazione del pdl inizia bene... dice:
"La presente proposta di legge si propone di estendere ai cittadini omosessuali o transessuali la medesima protezione, contro possibili discriminazioni o contro delitti motivati dall'odio nei confronti di determinati gruppi sociali
(...).
Poche, pochissime righe dopo, però, l'identità di genere - termine che definisce le condizioni transgender e transessuale - viene dimenticata. Prosegue la relazione:
"(...) che la legge già assicura ad altre categorie di cittadini oggetto di simili discriminazioni, violenze o persecuzioni, introducendo così nell'ordinamento italiano un principio di non discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale suscettibile anche di eventuali applicazioni analogiche (o meglio: rendendone esplicita così la vigenza), stabilendo, inoltre, un generale principio di tutela del diritto alla riservatezza sessuale e dettando norme antidiscriminatorie a tutela degli omosessuali nella scuola e in materia di assicurazioni sanitarie.
(...)
Sebbene fastidiose, queste dimenticanze, in una relazione di presentazione del pdl, non costituiscono un fatto grave... Grave, gravissimo invece è che la buona partenza delle primissime parole della relazione non trova alcun riscontro nel testo del pdl, che fa sempre esclusivo riferimento all'orientamento sessuale, senza mai nominare l'identità di genere.
Citiamo di seguito solo il comma 1 di cinque dei sei articoli di cui si compone il pdl (per il testo completo clicca qui):
ART. 1 (DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO):
1. All'articolo 15, secondo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, le parole: "o di sesso" sono sostituite dalle seguenti: ", di sesso o motivata dall'orientamento sessuale".
(...)
ART. 2 (DELITTI MOTIVATI DALL'ODIO):
1. All'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), le parole: "o religiosi" sono sostituite dalle seguenti: ", religiosi o relativi all'orientamento sessuale";
b) al comma 1, lettera b), le parole: "o religiosi" sono sostituite dalle seguenti: ", religiosi o relativi all'orientamento sessuale";
c) al comma 3, le parole: "o religiosi" sono sostituite dalle seguenti: ", religiosi o relativi all'orientamento sessuale".
(...)
ART. 3 (DIRITTO ALLA RISERVATEZZA):

1. La Repubblica garantisce il diritto alla riservatezza sessuale. Al di fuori dei casi e delle condizioni previsti dall'articolo 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni, è fatto divieto a qualsiasi autorità pubblica di indagare, senza ordine dell'autorità giudiziaria, sulla vita sessuale e sull'orientamento sessuale dei cittadini.
(...)
ART. 5 (EDUCAZIONE AL RISPETTO DELLE DIVERSITA'):
1. Nelle scuole di ogni ordine e grado, nell'ambito dei corsi di informazione o educazione sessuale che si svolgano anche a titolo sperimentale, e nello svolgimento della normale attività didattica, è vietata ogni manifestazione di intolleranza, dileggio, disprezzo, discriminazione, colpevolizzazione o disapprovazione che possa risultare traumatica, o sia in grado di turbare lo sviluppo della personalità di scolari o studenti omosessuali, o che favorisca comunque il perpetuarsi di pratiche e di atteggiamenti discriminatori o intolleranti.
ART. 6 (ASSICURAZIONI SANITARIE)
1. Nell'offerta di contratti di assicurazione sanitaria, nell'invito a proporre la loro stipulazione e nella loro negoziazione e conclusione sono vietati tutti i riferimenti, anche indiretti, e ogni indagine relativi all'orientamento sessuale dell'assicurando o dell'assicurato.
(...)
Come si può constatare, di "identità di genere" neppure una traccia.
Già nella precedente legislatura fu presentato un testo di legge contro la discriminazione sul lavoro ed anche in questo caso ci si riferiva esclusivamente all'orientamento sessuale e già in quell'occasione, le Associazioni Trans dovettero muoversi per fare emendare il testo (riuscendoci).
Il pdl era il Soda-Soro-Vendola unificato... mai giunto alla discussione in aula a causa della politica del "non sento non vedo non parlo" e soprattutto non agisco tipico del precedente governo di Centro Sinistra.
C'era dunque un precedente conosciuto.
La "dimenticanza" è quindi davvero imperdonabile...
Ma è stata davvero dimenticanza? Non lo crediamo.. prova ne è il fatto che già il 13 Giugno 2001, protestammo via e-mail, con l'on. Titti De Simone, dopo una sua comunicazione che preannunciava il pdl (già allora privo di riferimenti all'identità di genere). Di seguito il testo della nostra e-mail che non ha ricevuto mai risposta:
"Non è disponibile il testo della proposta di legge e non posso entrare nel merito tecnico della cosa. Mi baso sul comunicato stampa: ritengo un po' deprimente che una persona eletta anche con i voti di noi transessuali (Arcitrans ha dato tra le indicazioni di voto quella a Titti De Simone) - per quanto pochi essi possano essere - si dimentichi in modo così eclatante del diritto all'identità di genere, oltrechè quello all'orientamento sessuale.
Delusa.
Mirella Izzo
presidente Crisalide Arcitrans
(all'epoca Crisalide era ancora nel circuito Arcitrans. NdA)

Cosa dobbiamo fare? Credere e sperare che qualcuno (probabilmente Gigliola Toniollo, resp. naz. dell'Ufficio Nuovi Diritti della CGIL) faccia presente la grave "dimenticanza".. Si tenterà ancora una volta di "metterci una pezza" all'ultimo secondo?
Il fatto resta però grave, gravissimo... Anche perché il testo è già stato presentato ed è già difficile che possa essere approvato così come è; emendarlo per includere l'identità di genere appare come una "missione impossibile"...
Molto diverso, più semplice, sarebbe stato se l'identità di genere fosse già inclusa nel testo in quanto sarebbe stato difficile far passare eventuali emendamenti che escludessero chirurgicamente l'identità di genere.
Crediamo di aver dimostrato perché noi non crediamo assolutamente alla buona fede della De Simone...
Qualcuno dice, sussurra che il pdl non avrebbe speranze se includesse noi transessuali tra i soggetti da non discriminare... che questo è solo il "primo passo"...
Tali affermazioni - un po' "pelose" a nostro parere - non hanno alcun senso politico... Le speranze che il pdl passi davvero sono molto basse.. Non valeva allora la pena di essere realmente (e non a parole) politicamente corretti??
E comunque noi non crediamo a tale ipotesi (altrimenti perché farsi "belle" con noi, citandoci in apertura di presentazione del pdl?). E se anche fosse reale.. avremmo voluto una risposta della De Simone che ci spiegasse i termini della questione e non ignorarci.
La politica del "incassa quel che puoi", "arraffa l'arraffabile" ha scarso respiro etico e morale e non qualifica il "movimento GLBT".. Possono esserci sì battaglie differenziate tra noi e omosessuali MA NON SUL TEMA DELLE DISCRIMINAZIONI!!!
Chi - tra le Associazioni Gay e Lesbiche - avesse davvero a cuore il movimento GLBT, dovrebbe sentire il bisogno morale di prendere pubblicamente le distanze dal pdl della De Simone.
Ci aspettiamo un segno....
Dopo tanta gravità, segnalo un'altra piccola cosa.
L'on. Grillini è il primo firmatario di un progetto di legge (pdl 977) riguardante l'istituzione della "Giornata della dignità". Il testo questa volta non si dimentica di noi transgender e transessuali (e ce ne rallegriamo), anche se sarebbe davvero tragicomico, doversi trovare a poter manifestare la dignità transgender continuando però a non essere protette/i contro le gravi discriminazioni sul lavoro (in modo particolare le mancate assunzioni dovute ai documenti "discordanti").
Peccato però che per giustificare la presenza delle persone transessuali nella giornata della dignità sarebbe stato opportuno segnalare - nella relazione di presentazione - l'unica significativa presa di posizione del Parlamento Europeo, ovvero la Raccomandazione n°1117 del Consiglio d'Europa del lontano 12 settembre 1989; cosa che, ovviamente non è stata fatta.
La presentazione dell'on. Grillini è tutta una citazione di raccomandazioni e risoluzioni del Parlamento Europeo che riguardano esclusivamente la condizione omosessuale. E' una piccola cosa, per carità, ma l'on. Grillini ha sicuramente i n. di telefono di molte persone transessuali che avrebbero potuto indicargli un importante appiglio legato alle norme europee...
Il pdl è comunque semplice e positivo ma ce la riusciamo ad immaginare una giornata dedicata alla dignità gay, lesbica, bisessuale, transgender e transessuale in un contesto nel quale gay, lesbiche e bisessuali si trovassero ad essere tutelati dalle discriminazioni e noi no?

Genova 18 aprile 2002

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