La
data è di quelle da ricordare, da segnare sul calendario, perché
potrebbe rappresentare l'inzio di una nuova fase del movimento trans,
lesbico, gay italiano. Sabato 18 maggio 2002 a Castelnuovo Don Bosco
nell'Astigiano c'è stata la prima manifestazione nazionale
in difesa del posto di lavoro di una coppia lesbo-trans (mtf). Mai
prima d'ora in Italia era accaduto un fatto simile. Mai era accaduto
che la tutela del diritto al lavoro di una transessuale e di una ragazza
lesbica venisse fatta propria non solo dalle Associazioni GLBT ma
anche da partiti politici, sindacati, movimenti, centri sociali e
le comunità di base della chiesa cattolica.
Mai prima d'ora c'era stata una capacità di mobilitazione forte
su singoli fatti concreti come quello di un non rinnovo di contratto
per motivi di "visibilità".
Sebbene i numeri non siano stati in assoluto elevatissimi, questa
manifestazinerappresenta un fatto storico e non a caso la risonanza
mediatica non è stata indifferente. Quasi tutti i quotidiani
nazionali hanno riportato la notizia e il TG3 Rai ha riservato due
servizi nelle edizioni delle 14.20 e delle 19.00.
Oltre duecento persone si sono date raduno da ogni parte d'Italia
alle 11 di mattina in un "paesino" non proprio facilmente
raggiungibile. Per molti, già l'essere arrivati fino a lì
ha assunto un forte significato simbolico. La voglia di dire "basta
alle discriminazioni basate sull'identità di genere e/o sull'orientamento
sessuale" diventa sempre più forte e sempre più
larghi sono gli "strati sociali" coinvolti nella tutela
dei nostri diritti. Possiamo, dobbiamo dire che da oggi il movimento
gay lesbico trans non dovrà mai più essere isolato dal
resto della società.
La presenza di folte rappresentanze di partito (Rifondazione Comunista,
Comunisti Italiani, Verdi), del sindacato (CGIL, RdB-CUB) della Chiesa
di base (la comunità di Don Barbero) e dei centri sociali ci
dice che stiamo lentamente ma inesorabilmente guadagnando attenzione
da sempre più vaste aree dell'opinione pubblica. La presenza
dell'ANSA e i resoconti quasi sempre corretti dei fatti da parte dei
media rappresentano poi una vera e propria novità. Certo il
Tg3, nell'edizione serale ha totalmente censurato la transessualità
di Emanuela, certo il resoconto dei fatti de "Il Giorno"
si apre con una rappresentazione folkloristica della presenza transessuale
alla manifestazione totalmente assente nella realtà. Certo
ci sono ancora molte sbavature. Ma essenzialmente, giornali come "Il
Manifesto", "La Stampa" ed il "Secolo XIX"
hanno dato un'immagine corretta e sufficientemente informata sia del
racconto riguardante la pesante discriminazione
subita da Emanuela e Paola, sia della manifestazione,
sia delle dichiarazioni rilasciate da esponenti sindacali, di partito,
della chiesa e delle associazioni gay, lesbiche e trans.
Non crediamo che tutto questo sia accaduto per caso. Crediamo che
esistano sì motivi di ordine politico che hanno portato ad
un improvviso risveglio da parte di settori politici sindacali rispetto
a temi che avrebbero dovuto essere cari da tempo a chi dovrebbe avere
nel proprio patrimonio genetico la questione dei "diritti"
in Italia. Sicuramente la recente sconfitta elettorale ha innescato
un processo di revisione rispetto alle gravi carenze della politica
del "centro-sinistra" nei confronti della tutela dei diritti,
delle minoranze, dei "soggetti deboli" (noi diciamo sempre
"resi deboli"), ma crediamo che vi sia stato anche un altro
importante elemento che ha contribuito a determinare questa nuova
sinergia tra movimento glbt ed il resto (di una parte) della società.
Questo elemento di novità è l'apertura del movimento
glbt italiano a tutte le tematiche dei "diritti civili":
l'"allargamento dell'area della coscienza" nasce, a mio
parere, con la manifestazione antirazzista organizzata a Verona nell'estate
del 2001 dal Circolo Pink ed è continuata con l'intervento
diretto del nostro movimento (sia pure con diverse sfumature) rispetto
alle tematiche della globalizzazione dell'economia ed ancora di più
sulla difesa dell'art. 18 ed infine, con la partecipazione sempre
più vasta alle manifestazioni quali quella del 25 aprile, in
tutta Italia.
Se è quindi vero che oggi sembra esservi un risveglio di attenzione
da parte della politica nei confronti delle tematiche glbt, è
altrettanto vero che è stato il nostro movimento ad iniziare
un percorso di ampliamento di interesse verso OGNI forma di emarginazione
sociale e discriminazione.
Questo processo di de-autoemarginazione del movimento glbt ha portato
una ventata nuova nella politica italiana. E' stato un processo bi-direzionale
originato proprio dal nostro sforzo di "uscire dal guscio"
delle nostre specificità (pur non dimenticandole affatto!!!).
Non ci resta che aspettare (muovendoci) e vedere.
... nel frattempo, tante cose stanno "bollendo in pentola"..
- un progetto di legge sulla "piccola soluzione" presentato
su istanza delle ass.ni transgender italiane e della CGIL - Nuovi
Diritti dall'on. Titti De Simone, sta per approdare alla presentazione
parlamentare;
- la questione della "prescrivibilità" di estroprogestinici
a carico del SSN potrebbe stare per giungere ad una svolta positiva...
Ne riparleremo al più presto...
Mirella
Izzo
La rassegna stampa della manifestazione
Album fotografico