EDITORIALE del 22 Maggio 2002
a cura di Mirella Izzo

"18 Maggio 2002, Castelnuovo Don Bosco (AT):
Scritta una pagina importante
del movimento glbt italiano"

La data è di quelle da ricordare, da segnare sul calendario, perché potrebbe rappresentare l'inzio di una nuova fase del movimento trans, lesbico, gay italiano. Sabato 18 maggio 2002 a Castelnuovo Don Bosco nell'Astigiano c'è stata la prima manifestazione nazionale in difesa del posto di lavoro di una coppia lesbo-trans (mtf). Mai prima d'ora in Italia era accaduto un fatto simile. Mai era accaduto che la tutela del diritto al lavoro di una transessuale e di una ragazza lesbica venisse fatta propria non solo dalle Associazioni GLBT ma anche da partiti politici, sindacati, movimenti, centri sociali e le comunità di base della chiesa cattolica.
Mai prima d'ora c'era stata una capacità di mobilitazione forte su singoli fatti concreti come quello di un non rinnovo di contratto per motivi di "visibilità".
Sebbene i numeri non siano stati in assoluto elevatissimi, questa manifestazinerappresenta un fatto storico e non a caso la risonanza mediatica non è stata indifferente. Quasi tutti i quotidiani nazionali hanno riportato la notizia e il TG3 Rai ha riservato due servizi nelle edizioni delle 14.20 e delle 19.00.
Oltre duecento persone si sono date raduno da ogni parte d'Italia alle 11 di mattina in un "paesino" non proprio facilmente raggiungibile. Per molti, già l'essere arrivati fino a lì ha assunto un forte significato simbolico. La voglia di dire "basta alle discriminazioni basate sull'identità di genere e/o sull'orientamento sessuale" diventa sempre più forte e sempre più larghi sono gli "strati sociali" coinvolti nella tutela dei nostri diritti. Possiamo, dobbiamo dire che da oggi il movimento gay lesbico trans non dovrà mai più essere isolato dal resto della società.
La presenza di folte rappresentanze di partito (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi), del sindacato (CGIL, RdB-CUB) della Chiesa di base (la comunità di Don Barbero) e dei centri sociali ci dice che stiamo lentamente ma inesorabilmente guadagnando attenzione da sempre più vaste aree dell'opinione pubblica. La presenza dell'ANSA e i resoconti quasi sempre corretti dei fatti da parte dei media rappresentano poi una vera e propria novità. Certo il Tg3, nell'edizione serale ha totalmente censurato la transessualità di Emanuela, certo il resoconto dei fatti de "Il Giorno" si apre con una rappresentazione folkloristica della presenza transessuale alla manifestazione totalmente assente nella realtà. Certo ci sono ancora molte sbavature. Ma essenzialmente, giornali come "Il Manifesto", "La Stampa" ed il "Secolo XIX" hanno dato un'immagine corretta e sufficientemente informata sia del racconto riguardante la pesante discriminazione subita da Emanuela e Paola, sia della manifestazione, sia delle dichiarazioni rilasciate da esponenti sindacali, di partito, della chiesa e delle associazioni gay, lesbiche e trans.
Non crediamo che tutto questo sia accaduto per caso. Crediamo che esistano sì motivi di ordine politico che hanno portato ad un improvviso risveglio da parte di settori politici sindacali rispetto a temi che avrebbero dovuto essere cari da tempo a chi dovrebbe avere nel proprio patrimonio genetico la questione dei "diritti" in Italia. Sicuramente la recente sconfitta elettorale ha innescato un processo di revisione rispetto alle gravi carenze della politica del "centro-sinistra" nei confronti della tutela dei diritti, delle minoranze, dei "soggetti deboli" (noi diciamo sempre "resi deboli"), ma crediamo che vi sia stato anche un altro importante elemento che ha contribuito a determinare questa nuova sinergia tra movimento glbt ed il resto (di una parte) della società. Questo elemento di novità è l'apertura del movimento glbt italiano a tutte le tematiche dei "diritti civili": l'"allargamento dell'area della coscienza" nasce, a mio parere, con la manifestazione antirazzista organizzata a Verona nell'estate del 2001 dal Circolo Pink ed è continuata con l'intervento diretto del nostro movimento (sia pure con diverse sfumature) rispetto alle tematiche della globalizzazione dell'economia ed ancora di più sulla difesa dell'art. 18 ed infine, con la partecipazione sempre più vasta alle manifestazioni quali quella del 25 aprile, in tutta Italia.
Se è quindi vero che oggi sembra esservi un risveglio di attenzione da parte della politica nei confronti delle tematiche glbt, è altrettanto vero che è stato il nostro movimento ad iniziare un percorso di ampliamento di interesse verso OGNI forma di emarginazione sociale e discriminazione.
Questo processo di de-autoemarginazione del movimento glbt ha portato una ventata nuova nella politica italiana. E' stato un processo bi-direzionale originato proprio dal nostro sforzo di "uscire dal guscio" delle nostre specificità (pur non dimenticandole affatto!!!).
Non ci resta che aspettare (muovendoci) e vedere.
... nel frattempo, tante cose stanno "bollendo in pentola"..
- un progetto di legge sulla "piccola soluzione" presentato su istanza delle ass.ni transgender italiane e della CGIL - Nuovi Diritti dall'on. Titti De Simone, sta per approdare alla presentazione parlamentare;
- la questione della "prescrivibilità" di estroprogestinici a carico del SSN potrebbe stare per giungere ad una svolta positiva...
Ne riparleremo al più presto...
Mirella Izzo
La rassegna stampa della manifestazione
Album fotografico