EDITORIALE del 28 Dicembre 2002
a cura di Mirella Izzo

  1. Crisalide AzioneTrans in Lombardia
  2. la nuova proposta di legge inglese
  3. L'appello per la strana morte di Chandini, Hijras indiana di 22 anni

Crisalide apre una propria sede a Milano

Crisalide, associazione nazionale con sede centrale a Genova, si espande nel territorio italiano. Già da tempo la nostra azione si è espressa su tutto il territorio nazionale per quanto riguarda l'attività di informazione, di promozione dei diritti e di assistenza a distanza alle persone.
Da ieri Crisalide sarà ufficialmente presente con una propria sede distaccata anche a Milano.
Monica Romano è la nostra responsabile per la Lombardia ed è stata, con voto unanime, inserita nel direttivo dell'Associazione.
Presto dovrebbero apparire delle pagine su questo sito gestite direttamente dal nostro "distaccamento" milanese.
Utilizziamo la parola distaccamento tra virgolette non a caso.
Lo statuto di Crisalide in questo senso lascia infatti spazio a diverse forme di sviluppo territoriale, e insieme, studieremo le modalità per far sì che AzioneTrans possa garantire strutturalmente un giusto equilibrio tra autonomia e coordinamento. Un'associazione verticistica non ci interessa in quanto frena lo sviluppo delle potenzialità umane dell'associazione, nè però è auspicabile un'organizzazione nella quale "la mano destra non sa cosa faccia la sinistra".
La forma privilegiata che ci eravamo dati era quella di singole ed autonome associazioni sparse sul territorio nazionale che avessero come "faro guida" il Manifesto AzioneTrans e che si coordinassero alla luce dei principi là espressi.
Ci stiamo rendendo conto però delle difficoltà che si incontrano nel far nascere nuove Associazioni. Nella realtà transgender/transessuale, il rapporto tra "militanza volontaria" e "utenza" è particolarmente basso. Troppi i problemi legati alla transizione per far sì che emergano tante figure in grado di esporsi e di dedicare tempo ed energie per la "causa"... Difficile trovare persone che ci possano "mettere la faccia"...
Peraltro esistono individualità o piccoli gruppi che hanno capacità e voglia di fare e sarebbe davvero scandaloso tenerle "bloccate" in quanto non (ancora?) in grado di formare una Associazione registrata.
Stiamo quindi studiando forme più agili che consentano alle persone che hanno capacità e voglia di fare di lavorare sinergicamente insieme alla nostra Associazione. Insieme e per conto della nostra Associazione.
Due parole di presentazione della nostra nuova consigliera e responsabile per la Lombardia (che sarà aiutata e supportata da un agguerrito gruppo di ragazze e ragazzi transgender): Monica Romano ha 23 anni, guida due gruppi di auto aiuto per persone transgender (uno prevalentemente mtf e l'altro prevalentemente ftm) presso C.I.G. Arcigay Milano, partecipa attivamente ad una "unità di strada" sulla prostituzione transgender in collaborazione con COLCE (COoperativa e Lotta Contro l'Emarginazione) e LILA e gestisce la "Linea Amica Trans" sempre presso C.I.G. Arcigay Milano.
A lei e a tutte le ragazze ed i ragazzi milanesi e lombardi auguriamo con il cuore buon anno e soprattutto buon lavoro.
Avrete presto notizie delle attività lombarde di Crisalide AzioneTrans proprio su queste pagine. Una parte del nostro sito sarà infatti direttamente gestito da loro. Prevediamo di partire per fine gennaio.
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Legge Inglese

Arrivano dal mondo tante notizie di forte interesse per la nostra comunità:
recente è l'annuncio dato dal Governo inglese sulla proposta di legge che darà alle persone transgender di quel paese il diritto al cambio anagrafico di sesso ed il conseguente diritto al matrimonio (vedi articolo)
L'inghilterra resta, fino ad oggi, insieme ad Irlanda e ad Andorra, uno dei pochi paesi europei in cui il diritto al cambio di gender non è riconosciuto.
I tempi sembra che stiano finalmente cambiando.
Se il testo della proposta di legge governativa restererà come viene attualmente pubblicizzato, conterrà novità "rivoluzionarie" rispetto alle legislazioni vigenti in altri paesi europei.
Nei pronunciamenti del governo inglese infatti, si legge che il cambio anagrafico potrà avvenire "a prescindere dall'intervento chirurgico di rettificazione dei genitali". Sarà sufficiente dimostrare di aver vissuto per almeno due anni con successo nel genere sessuale di elezione, per avere diritto alla modifica del certificato di nascita. Questo consentirà alla grande massa di trans non operate/i di avere gli stessi diritti e pari dignità rispetto alle persone operate. Questo consentirà di eliminare alla radice quella sorta di "obbligo" all'intervento al fine di godere di elementari diritti civili.
Certo questa grande apertura avrà un costo. Quello di rendere accessibile a molti enti pubblici (ed anche privati) il certificato di nascita originale che NON verrà cancellato, nè modificato.
Nella proposta di legge inglese infatti il nuovo certificato di nascita si sovrapporrà all'originale (pur essendo identico e non riconoscibile) ma non lo sostituirà.
Polizia, Dipartimento dell'immigrazione, chiesa anglicana e probabilmente anche le compagnie assicurative e pensionistiche avranno quindi modo di accedere al documento di nascita originale.
Ricordiamo che anche in Italia esistono alcune eccezioni quali quella relativa al "casellario giudiziario". Una scelta che fu fatta al fine di evitare che delle persone possano scegliere di cambiare sesso per sfuggire alle responsabilità di gravissimi reati (sic!).
In Inghilterra però le eccezioni saranno maggiori e questo proprio perché la legge prevederà la possibilità del cambio di documenti anche alle persone non operate. La chiesa anglicana ha infatti chiesto di poter accedere ai documenti originali in quanto non intende sposare persone NATE entrambe nello stesso sesso. Non accedere al documento di nascita originale renderebbe "a rischio" qualsiasi matrimonio, in quanto qualsiasi coppia, teoricamente, potrebbe presentare almeno uno dei due coniugi come transgender.
Certo questa sfilza di eccezioni non è piacevole ma crediamo sia comunque un passo avanti il riconoscere anche alle persone transgender non operate il diritto ad appartenere al sesso di elezione e di avere un nome congruo al proprio sesso psicologico.
Se la legge passerà nei termini in cui è stata presentata essa rappresenterà per tutti i movimenti trans europei un punto di riferimento importante per una modifica delle legislazioni nazionali.
Si spera che tale legge andrà in discussione e sarà approvata entro il 2003 ma il governo inglese, sui tempi, non ha dato alcuna garanzia.
E' comunque importante segnalare che anche alcuni esponenti del partito Liberale (il terzo partito inglese) si siano pronunciati favorevolmente rispetto al progetto governativo.
Un grande riconoscimento per le strenui battaglie portate avanti dalle nostre "sorelle" e "fratelli" trans inglesi, in modo particolare gli amici di Press For Change... A loro i nostri più sinceri e cordiali auguri di buon lavoro. Loro infatti sarà il compito di vigilare affinché la legge venga approvata e non venga stravolta nei suoi contenuti.
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La misteriosa morte di Chandini (Hijras indiana)

Morta a 22 anni il 1°dicembre 2002 a Bangalore, Chandini, hijras indiana (donna transgender della tradizione indiana), dopo un matrimonio con un uomo difficile e nel quale è stata più volte picchiata e maltrattata. Trovata morta bruciata. La polizia ha immediatamente liquidato il caso come "suicidio" mentre esistono forti sospetti che la sua morte sia stata invece provocata.
Un'associazione indiana glbt, Sangama, ha raccontato i fatti ed i sospetti molto dettagliatamente in una lettera circolare a tutte le Associazioni transgender del mondo (leggi il testo in lingua inglese).
Ha inoltre promosso una campagna mondiale di sensibilizzazione sull'argomento e chiesto ad ogni persona e associazione sensibile al problema di inviare, via e mail, un appello al Primo Ministro del Governo dello stato indiano del Karnataka (dove è avvenuta la morte) ed alla National Human Rights Commission (NHRC) indiana.
Crisalide AzioneTrans pubblica l'appello e invita tutti ad aderire all'iniziativa, sia a titolo personale, sia a nome delle Associazioni glbt e che si battono per i diritti umani delle minoranze.

Mirella Izzo
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