EDITORIALE del 21 marzo 2000 a cura di Mirella Izzo
In questo nuovo editoriale voglio affrontare un tema
di cronaca molto recente, ovvero:
LA RISOLUZIONE DEL
PARLAMENTO EUROPEO SULLE "COPPIE DI FATTO" E LA REAZIONE
DELLA CHIESA CATTOLICA
Noi di Arcitrans salutiamo con grande piacere la
recentissima risoluzione del Parlamento Europeo in cui, trattando
dei diritti elementari dell'uomo, si afferma il diritto alla pari
dignità delle coppie conviventi non sposate, a prescindere
dall'appartenenza del loro genere sessuale ed auspichiamo con tutto
il cuore che il Parlamento Italiano si faccia al più presto
promotore di una iniziativa di legge che si ispiri allo spirito della
risoluzione. La questione non riguarda solo il mondo gay, lesbico
ed etero non sposato ma anche noi transessuali e transgender. In modo
particolare le persone transessuali nel periodo di attesa della riassegnazione
sessuale e tutte le persone transgender che, pur vivendo nel genere
prescelto, non intendono operarsi. Noi saremo presenti al fianco di
tutte le organizzazioni gay, lesbiche ed etero nell'esercitare la
massima pressione possibile sul Parlamento in questa direzione.
Che il movimento transgender fosse interessato all'argomento - sebbene
ignorato costantemente dai media - poteva anche essere facilmente
immaginabile; quello che invece sembra superare ogni peggior aspettativa
è la reazione scomposta, irresponsabile ed irrispettosa dell'"umanità
di ogni essere umano" posta in essere dalla Chiesa Cattolica
Romana. "Attentato alla famiglia", definizioni di "disordine
morale" riferita a tutti quelli che non si riconoscono nelle
modalità cattoliche di concepire l'unione affettiva tra esseri
umani, sono solo alcuni esempi di un triste campionario di prese di
posizione dei vertici Clericali.
Stupisce e fa rabbia non solo a chi cattolico non è ma anche
a tutti quei fedeli di ogni sesso ed età per cui l'ispirazione
religiosa trova forza e fede nel cuore degli esseri umani. Vogliamo
credere che la grande maggioranza di persone cattoliche abbiano nei
confronti della realtà transgender un maggiore rispetto. Auspichiamo
che nessuno di loro vorrebbe negarci il diritto di ereditare i beni
del/la nostro/a compagno/a, di potergli/le fare visita in ospedale
se malato/a (e, viceversa, riceverla), di convertire le nostre pensioni
in caso di morte di uno dei due partner... Vogliamo pensare che lo
spirito cristiano che li anima li porti alla consapevolezza che non
è la scelta di genere (o di orientamento sessuale) che determina
l'umanità, la bontà, la generosità, la disponibilità,
la tolleranza, l'altruismo delle persone. Che non è negando
la dignità, anche in termini di diritto, ad una relazione affettiva
che ci si guadagna la benevolenza di Dio... Ma la Chiesa Cattolica
non sente ragioni... difende una "etica" che piega la felicità
degli uomini e delle donne a norme codificate che vogliono mantenere
una pesante discriminazione tra "giusti" ed "impuri".
Con un atteggiamento di una ipocrisia intollerabile, la Chiesa parla
delle condizioni transgender e omosessuale, come di "disordini
morali"... Una posizione che ci porrebbe in un vergognoso e iporcrita
limbo: non la consegna tra le braccia di Satana ma neppure un'"assoluzione".
Dovremmo, a parer loro, vivere nella vergogna di essere ciò
che siamo e soprattutto senza diritti.
Di più: essi dimenticano persino la realtà della vita,
della natura degli esseri umani e quindi alla fine di quel Dio che
- per chi crede - ci ha creati. Da sempre gli esseri umani nascono
uomini, donne e intersessuati. L'intersessualità fisica (o
ermafroditismo) è una realtà umana conosciuta da sempre.
Minoritaria ma statisticamente rilevabile. E se esiste una intersessualità
fisica chi può affermare l'impossibilità di una "intersessualità"
psicologica, di una transessualità identitaria? Perchè
l'intersessuato e il transessuale non dovrebbero essere riconosciuti
come esseri umani degni della pienezza di Dio? Gli uomini -non certo
la natura, Dio - hanno deciso che i sessi sono soltanto due...
In fin dei conti il Parlamento Europeo non ha sancito il diritto al
matrimonio omosessuale, ha solo indicato ai Parlamenti Europei la
necessità di garantire il diritto alla serenità a quelle
persone che desiderano vivere la propria vita affettiva all'interno
di una relazione stabile e stabilizzata ma che, per svariate ragioni,
non possono o non vogliono accedere al matrimonio.
Per quale perversa ragione questo diritto debba essere negato è
fuori da ogni logica per qualsiasi essere umano "di buona volontà"..
Per concludere: continuando di questo passo la Chiesa Cattolica continuerà
a perdere tutti quegli uomini e donne che hanno fatto della propria
fede in Dio una ragione di AMORE e attirerà a sè quelle
persone che, piene di odii e di rancori, hanno bisogno di trovare
sempre e comunque qualche "peccatore" per sentirsi "santo".
Se non sbaglio, l'esatto contrario di quanto aveva insegnato Gesù.